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giovedì 19 ottobre 2017
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MOVIESBOOK INCONTRA… Loris Cantarelli – Fumo di China

Prosegue il nuovo appuntamento del sito, la rubrica Moviesbook Incontra…

Dopo aver scambiato quattro chiacchiere con lo Youtuber CavernadiPlatone oggi è il turno di Loris Cantarelli, direttore editoriale della rivista Fumo di China e attivo utente social sui canali Twitter e Facebook, dove spesso si occupa di fumetto, cinema e delle loro commistioni.

Sono nato a Milano nel 1970 e dal 1995 mi occupo professionalmente di fumetti, illustrazione e cinema d’animazione, scrivendo e curando saggi, recensioni e interviste in particolare sul mensile Fumo di China, di cui dal marzo 2012 sono direttore editoriale.
Dal 1999 ho partecipato a oltre una ventina di volumi collettivi sul fumetto e dal 1998 collaboro con una manciata di fiere del settore, in particolare Cartoon Club (da sempre completamente gratuita!) con al suo interno la mostra mercato Riminicomix, di cui è in corso l’edizione 2017.

Grazie per aver accettato il nostro invito e partiamo subito con la prima domanda:

Cosa ne pensi del fenomeno dei cinecomics e del loro impatto sull’industria cine-televisiva e fumettistica?

Devo dire in tutta onestà che mi stupisce non si avvertano più di tanto fasi di stanca: dal primo Spider-Man di Sam Raimi (2002) – che, ricordiamolo, riuscì a superare gli incassi di Harry Potter e la Camera dei Segreti, come di Il Signore degli Anelli: Le due Torri e perfino di Star Wars Episodio II: L’Attacco dei Cloni! – ne escono almeno cinque all’anno, con incassi che nei sei casi più eclatanti hanno superato il miliardo di dollari, un risultato che nella storia del cinema hanno ottenuto soltanto trenta film!
Lo sfruttamento nei telefilm mi sembra invece più comprensibile, perché le serie tv di questo inizio millennio sono con tutta evidenza l’aggiornamento degli stessi moduli narrativi di avventura, cliffhanger e soap opera che i fumetti hanno sempre utilizzato fin dagli albori del Novecento.

Diciamo che non ho ancora capito se resto più ammirato o seccato dalla loro commistione, perché il trasportare gli “universi condivisi” come quelli Marvel e DC dai fumetti ai film (che visto il successo stanno pure creando imitazioni) costringe di fatto a doverli seguire quasi tutti per capire le vicende… di certo, per un appassionato solo dieci anni fa tutto questo sembrava ancora fantascienza: ricordo il divertito entusiasmo di Antonio Serra nel raccontare a un convegno di Rovereto nel 2010 l’effetto che gli fece un dialogo del film L’incredibile Hulk fra Tim Roth e William Hurt: due grandi attori che per diversi minuti parlano del siero del Super Soldato e di Capitan America… che nel film nemmeno appare!

Qual è il tuo adattamento (film o serie tv) preferito?

Ah, cambia più o meno ogni cinque minuti! (ride) Diciamo che ho molto amato i venti minuti di Spider-Man in Captain America: Civil War, anche se il miglior film di supereroi probabilmente resta Captain America: The Winter Soldier che in realtà è una spy-story occasionalmente con dei supereroi… Poi ci sono gioiellini come Scott Pilgrim vs. the World, Ghost World o anche il primo Men in Black, mentre nei telefilm la prima stagione di Daredevil e la recente Legion hanno senz’altro prodotto qualcosa di diverso da tutti gli altri prodotti, anche se poi anche in quelli fatti bene si alternano puntate loffie e viceversa: del resto in un prodotto seriale è praticamente inevitabile.

Qual è invece secondo te il peggiore mai realizzato?

Credo che un po’ tutti quelli prima di Superman ma anche quasi tutti quelli prima di Batman potrebbero ambire al riconoscimento, anche se in realtà diciamo che fino a Matrix (che nasceva proprio come fumetto, nonostante Disegni & Caviglia e difficilmente ispirato rispetto al loro Razzi amari…) era tutta un’altra partita, anzi direi che sarebbe ingiusto considerarli nello stesso campionato. Personalmente – al di là del fatto che siano tratti da fumetti o altro – preferisco i film nati male a quelli insipidi e perfettini, che alla fine non san di niente: e di esempi ce n’è quasi uno al giorno!

Tra le tante proposte dei prossimi anni, qual è il progetto verso cui nutri il maggiore interesse?

Be’, l’overdose di Avengers: Infinity War con i suoi 68 personaggi non potrà certo lasciare indifferenti, anche perché – e questo la DC-Warner fa finta di non saperlo, dovendo rincorrere e con poca diversificazione – arriva al culmine di dieci anni in cui un’intera storyline orizzontale sotterranea è stata portata avanti in quasi venti film. Ha avuto buon gioco Tom Holland a dire che “Non c’è bisogno di dire che questo film sarà spettacolare e il più grandioso di tutti i tempi”, di certo sarà il miglior corrispettivo di sempre dei crossover su carta nei fumetti di supereroi. Il difficile verrà dopo, quando il rischio di stufare il pubblico aumenterà sempre di più… Sono anche curioso di vedere se e come riuscirà a essere interessante la serie tv in programma da Sin City.

Se potessi proporre a uno studio l’adattamento di un fumetto, quale sceglieresti e perché?

In realtà, a me bastano i fumetti! Di adattamenti cine-tv ce ne sono già abbastanza, anche se per certi versi si potrebbe dire che i fan sono incontentabili: prima si lamentavano perché di adattamenti ce n’erano troppo pochi, ora perché sono troppi… Sono da sempre un fan del Savage Dragon di Erik Larsen che però credo sia difficilmente adattabile, perciò diciamo che mi accontenterò di vedere cosa ricaveranno da Invicible di Robert Kirkman, di fatto la serie che ha meglio assimilato la lezione dell’Uomo Ragno.

Un grazie a Loris Cantarelli e un invito a tutti voi a fare un salto al Riminicomix 2017!

Recap

  • Captain America: The Winter Soldier di Anthony e Joe Russo – Acquista
  • Ghost World di Terry Zwigoff – Acquista
  • Ghost World di Daniel Clowes – Acquista
  • Men In Black di Barry Sonnenfeld – Acquista
  • Invincible Vol.1 di Robert Kirkman, Cory Walker e Bill Crabtree – Acquista



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